Racconti e proverbi: 
 
 
Il Pipistrello e il Sole 
Leggenda 
Di Kabeta Musheme / sett.2005 
 
La storia che sto per raccontarvi oggi è una leggenda del Kasayi nel centro-sud della RDC (ex Zaire) 
I miei genitori l’hanno ricevuta oralmente dai miei nonni e a loro volta l’hanno passata ai figli. 
Ora tocca a me  trasmettervela oralmente e per scritto in Ciluba e Italiano. 
Ha fatto un lunghissimo cammino. 
In quegli anni, la televisione serale era il momento di ritrovo in famiglia anche con i vicini di casa. 
I genitori parlavano ai figli della loro vita, delle tradizioni luba* (kasayi),dell’esperienza di vita vissuta. Si ascoltava, si scherzava, si rideva fine alle lacrime, si provava a risolvere gli enigmi sotto forma di indovinelli ecc…. in breve era l'ora della trasmissione del sapere vivere in famiglia, nella società e anche l'ora della preghiera indirizzata a Maweja Nangilà (Dio in Cilubà) dal padre in nome 
di tutti. 
È un ricordo che porto nel mio cuore ovunque vado. È una leggenda del giorno e della notte che voglio condividere con voi… 
 
C’erano una volta in un paesino,chiamato Dibungi (Kasayi)**,  due famiglie amiche che vivevano insieme. 
Una si chiamava Mudima (Pipistrello) e l’altra Dîbà (Sole). 
Gli adulti badavano ai lavori della terra e alle loro famiglie. I bambini erano amici e andavano a scuola insieme. 
Non si poteva vedere il giovane Mudima senza il suo amico Dîbà. Giocavano a nascondino dietro le capanne e aiutavano i genitori in casa e nei campi. Nel villaggio regnava uno spirito perfetto di felicità e armonia. 
Il cielo era sempre blu e limpido ed il sole brillava ogni giorno per la grande gioia della popolazione e della vegetazione. 
Un bel giorno la mamma di Mudima prese freddo e si ammalò, soffriva ed aveva male dappertutto. 
Dîbà e Mudima accorsero dal guaritore del villaggio che diede alla mamma di Mudima infusi di erba e pregò gli antenati affinché gli venissero in soccorso. 
 
 
 
Ciò malgrado la salute della madre peggiorò in un giorno e, nel mezzo della notte, morì. 
All’alba Dîbà si presentò dal suo amico Mudima per andare a scuola. Di solito Dîbà aiutava l’amico ad uscire dal letto, perché quest’ultimo faceva una gran fatica ad alzarsi presto. 
Quel giorno però lo trovò davanti alla porta di casa sua che piangeva disperato. 
Mudima informò Dîbà della morte della madre e gli chiese di avvertire il villaggio per organizzare i riti del lutto. Dîbà lo fece. 
Tutto il villaggio accorse da Mudima per stagli accanto nel lutto, sostenerlo moralmente ed 
organizzare il funerale. 
Mudima chiese al suo amico Dîbà di non andare a letto così presto come di solito, ma di splendere più a lungo al fine di permettergli con l’aiuto di tutti i paesini di scavare la tomba e preparare la cerimonia funebre fino alla messa in terra del corpo. 
Dîbà si rifiutò categoricamente. Era stanco e non voleva splendere un minuto di più, nemmeno per il suo migliore amico. 
Mudima lo supplicò invano. 
Ai tropici il sole tramonta presto. 
Dîbà era già in pigiama e sbadigliava a bocca spalancata: era molto stanco. 
Andò a coricarsi senza preoccuparsi del lutto del suo migliore amico Mudima. 
Con la povera luce di una lampada a petrolio, in lacrime, Mudima e gli altri scavarono la fossa al buio. Seppellì la sua mamma nella notte più buia del paese di Dibungi. 
Mudima giurò sulla sua vita di non voler mai più incontrare o vedere Dîbà. Da quel giorno Mudima e Dîbà sono diventati nemici a vita. 
E la ragione per la quale, da tante generazioni, Mudima il Pipistrello dorme quando è l’alba, e si sveglia quando Dîbà, il Sole, è tramontato. 
Questo è il segreto della vita che separa il sole e il pipistrello. 
La morte separa gli esseri inseparabili. Uno va nel al di là, dove l’occhio non è necessario, nel mondo degli spiriti. L’altro resta sotto il sole, nel mondo degli uomini, dove occorre avere buoni occhi per guardare e capire la vita quotidiana. 
Che questa leggenda vi rimanga nella memoria. 
 
 
*   gli abitanti del Kasayì si chiamano Baluba 
** villaggio del Kasayi nel centro sud della RDC